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Video integrale del convegno - 31 marzo 2021

Una partecipazione incredibile al Forum dell’Agricoltura di Montagna online con il convegno sulla Politica Agricola Comune e la relazione con le politiche europee per la Biodiversità e il Green Deal

“Più risorse da dedicare all’agricoltura di montagna – dichiara l’Assessore regionale Federico Caner – grazie al prossimo riparto delle risorse basato su criteri oggettivi, nel 2021 e 2022 in via transitoria e dal 2023 in via esclusiva”.

 

Grande successo per la tavola rotonda organizzata da Longarone Fiere Dolomiti sul tema della nuova Politica Agricola Comune e le relazioni con la politica ambientale.

Sono intervenuti tutti i rappresentanti delle categorie economiche, ma anche tutti i deputati europei eletti nella circoscrizione Italia nord-orientale e membri della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento Europeo e alcuni dei senatori e deputati del parlamento nazionale.

I temi affrontati hanno avuto un’introduzione da parte del funzionario Ricard Ramon I Sumoi, vice capo Unità “Policy Perspectives” della DG AGRI della Commissione Europea, che ha messo in evidenza le evoluzioni della politica agricola comune, la quale da una parte dovrà tenere sempre più conto di aspetti di carattere ambientale, ma dall'altra parte impedirà ai prodotti che non rispettano le stesse regole di produzione di entrare in Europa e di porsi all’interno del mercato comune europeo.

“Questa rappresenta quindi una grande opportunità per le nostre imprese – sottolinea il presidente di Longarone Fiere Dolomiti, Gian Angelo Bellati – che devono sì tener conto delle regolamentazioni e delle nuove restrizioni per raggiungere i grandi obiettivi del nuovo Green Deal europeo e della biodiversità, ma per contropartita saranno tutelati dall'invasione di quei prodotti che non rispettano gli alti standard qualitativi europei”.

Per il Presidente della Provincia, Roberto Padrin “dobbiamo farci trovare pronti alla nuova programmazione europea per questo settore che è strategico per tutto il bellunese. Per fortuna negli ultimi anni hanno aperto nuove attività agricole guidate da giovani che si stanno riavvicinando alla montagna e alla sua agricoltura”.

L’idea di questo incontro era nata al tavolo tecnico del Forum dell’Agricoltura di Montagna e fortemente voluto in particolare dalle Associazioni di categoria, coorganizzatrici insieme a Longarone Fiere Dolomiti e realizzato grazie al sostegno di Veneto Agricoltura. Per loro sono intervenuti, ponendo le questioni primarie degli agricoltori di montagna in relazione alla nuova PAC, il presidente di Coldiretti Belluno, Alessandro De Rocco affermando che “serve un uso intelligente delle risorse economiche che arriveranno ed è necessario un cambio di mentalità nell’affrontare i problemi che si presenteranno. Fino ad ora le scelte sono state calate dall’alto, adesso serve partire dal basso per creare nuovi percorsi che abbiano una visione generale dei singoli territori e della loro omogeneità. E’ importante inoltre creare sistemi incentivanti che colleghino agricoltura, turismo e ristorazione. Quindi una grande spinta sulla produzione biologica in alta montagna, che ha bisogno però di una destinazione non solo locale, ma anche regionale e nazionale”.

Per Confagricoltura Belluno, il direttore Renato Bastasin ha ribadito come “nella nuova riforma della PAC la sostenibilità è il tema di base. L’agricoltore sta diventando custode dell’ambiente e ciò è molto positivo, ma è anche una responsabilità non da poco perché deve coniugare la sostenibilità attraverso la buona conduzione, chiamato com’è al ruolo fondamentale della produzione di beni primari per l’alimentazione della popolazione. Risulta quindi altrettanto importante mantenere e garantire la superficie a disposizione per la pratica agricola e guidare gli agricoltori nella comprensione dei nuovi parametri che vengono imposti dall’Europa onde evitare cortocircuiti”.

A chiudere gli interventi delle Associazioni di categoria il presidente di CIA Belluno, Luca Cosul Cuffaro che è stato perentorio nel dire che “l’agricoltura di montagna bisogna guardarla sotto un altro aspetto, non solo quello del biologico e della riforestazione: negli ultimi 10 anni abbiamo perso quasi 10.000 ettari di prato. Dobbiamo invece tutelare i prati in montagna che in gran parte sono di per sé considerabili biologici. Mentre per quanto riguarda gli allevamenti, negli ultimi 10 anni le aziende si sono dimezzate, perdendo in questo modo territorio, tradizioni ed aree marginali, concentrando gli allevamenti nel fondo valle. È importante che le norme siano calate sul territorio e che possano essere applicabili”.

Nell’intervento poi del Centro Consorzi – Green Concept, che da sette anni aderisce ad EUROMONTANA – European association of mountain areas – il direttore Michele Talo ha voluto evidenziare l’importanza di “rendere i giovani protagonisti attraverso la formazione: loro sono un patrimonio che non deve solo arricchirsi di conoscenza europea e internazionale, ma deve poi riversare le nuove conoscenze acquisite sul territorio di provenienza per il suo sviluppo. Inoltre per la montagna va considerato fondamentale il ruolo del bosco e del sistema forestale, che deve assolutamente diventare un progetto di filiera”.

A seguire la nostra rappresentanza in Parlamento europeo e nella Commissione agricoltura, con Mara Bizzotto, Paolo del Castro, Elena Lizzi e Herbert Dorfmann, si è espressa in modo unito e concorde nel sostenere l’agricoltura italiana, anche attraverso la battaglia sull’etichettatura, promuovendo l’estensione per quella di origine. La battaglia più impegnativa riguarda però l’etichetta nutrizionale: c’è da fare una grande opera di convincimento per fermare il “Nutriscore”, che condiziona i comportamenti senza dare le giuste informazioni e portare avanti invece il modello “NutrInform”. Riscontro e supporto positivi stanno arrivando fortunatamente anche dal MIPAAF dopo i recenti incontri con il nuovo Ministro Stefano Patuanelli. E ancora temi e battaglie importanti riguardano la digitalizzazione, la sicurezza alimentare e i sistemi biologici, materie su bisogna confrontarsi e lavorare per colmare il gap della montagna, con uno sguardo attento ai giovani agricoltori. L’agricoltura di montagna va considerata nella sua specificità, perché ha necessità diverse e richiede multifunzionalità.

Per il Parlamento italiano sono intervenuti i rappresentati bellunesi al Senato, Luca De Carlo e Paolo Saviane, e alla Camera, Dario Bond e Roger De Menech, mettendo in evidenza il loro impegno nel portare le istanze della montagna al livello nazionale e in particolare l’importanza dell’agricoltura di montagna come risorsa contro lo spopolamento e il dissesto idrogeologico di un territorio così fragile, ma anche straordinariamente ricco di biodiversità. Mentre per garantire una vita rurale è emerso quanto sia necessario creare le opportunità di lavoro e garantire i servizi fondamentali per un vivere dignitoso. Per ultima, ma non meno importante, è stata ribadita la necessità di una gestione delle foreste e la creazione di una filiera per l’utilizzo del legno, in modo da fare squadra anche con gli altri settori economici propri della montagna.

Dalla Regione del Veneto, il direttore di Adg FEASR e Foreste, Franco Contarin ha invece chiarito puntualmente in che modo questo momento decisionale ci condizionerà fino al 2027 evidenziando quindi la necessità di conoscere, prevenire e adottare le eventuali contromisure. Il rischio è quello di avere regole ancora più complicate da gestire in futuro. Il Piano Strategico Nazionale è infatti molto importante e non lascia molto spazio alle Regioni: serve quindi una vigilanza da parte anche delle organizzazioni sindacali agricole a livello nazionale.

Nell’attuazione della nuova PAC, il presidente di FODAF Veneto, Luca Crema ha sottolineato il ruolo fondamentale dei dottori agronomi e forestali che dovranno essere al fianco delle imprese agricole per aiutarle a passare dalla sostenibilità ambientale a quella aziendale, guidandole nel percorso di trasformazione necessario.

Per Veneto Agricoltura è intervenuto il direttore della Sezione Ricerca e Gestioni Agroforestali Giustino Mezzalira che ha messo in evidenza come i territori montani siano quelli più “attrezzati nel rispondere positivamente alle nuove sfide che da Bruxelles vengono poste al mondo agricolo, perché da sempre abituati a lavorare più sulla qualità che sulla quantità e ad applicare sia la sostenibilità sia la multifunzionalità. Inoltre si stanno aprendo vie per nuove colture come il mirtillo nero, il castagno, i piccoli frutti, dall’alto valore aggiunto. E se da un lato serve adattarsi a nuove condizioni climatiche, dall’altro bisogna porre attenzione alla prevenzione e alla manutenzione del territorio”.

Nel finale l’appello del presidente di ANARF, Alberto Negro: “le foreste non devono essere il fanalino di coda negli investimenti previsti dal PSR, ma devono tornare ad avere un ruolo primario nella nostra politica agricola e primario per gli investimenti che devono essere messi in atto per la gestione e per la digitalizzazione”.

Impossibilitato invece a partecipare il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia ha voluto comunque portare i suoi saluti e sostenere la causa dell’Agricoltura di Montagna: “Questa tavola rotonda è un’occasione importante per discutere appunto della Politica Agricola Comune ma anche del grande impegno necessario per raggiungere gli obiettivi del Green Deal del 2050, quali il benessere dei cittadini, la competitività dell’economia, l’efficienza energetica, la sicurezza, la salute e la protezione dei consumatori vulnerabili, la solidarietà. Questo evento apre inoltre il Forum dell'Agricoltura di Montagna, fondamentale momento di confronto e di attenzione su tematiche utili per focalizzare le azioni necessarie a incentivare lo sviluppo agricolo delle aree montane, con l'obiettivo di garantire un presidio territoriale, di salvaguardare la biodiversità, prevenire il rischio idrogeologico, insomma tutelare l’ambiente. La questione ambientale e la necessità di disporre nuovi fondi per favorire una svolta green del settore agricolo sono, infatti, argomenti all’ordine del giorno dell’agenda regionale, così come le politiche per la salvaguardia dei prodotti veneti nel mondo. Ci aspettano certamente nuove sfide, ma condividendo misure e azioni condivise, potremo giungere a notevoli risultati”.

A moderare l’incontro c’era Chiara Bortolas – CdA Longarone Fiere Dolomiti – che post commenta “questa apertura d’eccezione del Forum dell’Agricoltura di Montagna ha evidenziato quante e quali siano le criticità legate al far agricoltura in area montana. Il confronto con la Commissione europea è stato davvero importante e costruttivo e con piacere abbiamo potuto riscontrare come tutti i protagonisti del mondo agricolo e forestale abbiano messo sul piatto non solo le difficoltà, ma anche le possibili soluzioni. Ne scaturisce quindi il desiderio di valorizzare i nostri prodotti di montagna e la nostra agricoltura, intrinsecamente di fatto sostenibile, anche se purtroppo e spesso non sappiamo far emergere come eccellenza. Dall’allevamento alla produzione lattiero casearia, dalla coltivazione alla gestione forestale riusciamo a spaziare in tanti ambiti che devono diventare sempre più nel concreto opportunità di sviluppo territoriale”.

 

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Con il contributo di Veneto Agricoltura

Con il patrocinio della Provincia di Belluno